Lettera della dirigente ai genitori – 27 aprile 2020

Carissimi genitori,
desidero comunicarvi alcune riflessioni che vi perverranno attraverso il Presidente del Consiglio di Istituto, figura istituzionale di Garanzia dell’alleanza educativa e prezioso collaboratore della Dirigenza in questi lunghi mesi.

Il 21 febbraio il nostro Paese è stato travolto da un uragano, assolutamente imprevisto, che ha sconvolto le nostre vite e che ci lascia tuttora confusi, ansiosi, sicuramente più insicuri.

Dal Dopoguerra in poi l’Italia, pur consapevole di esser un Paese fragile, sicuramente più debole di altri Grandi d’Occidente, era riuscita a costruirsi un orizzonte di certezza che ora rischia di infrangersi.

Molti commentatori paragonano questo momento proprio al Dopoguerra, forse esagerando; non ci sono macerie attorno a noi, ma certamente molte delle ipotesi valoriali che avevano sostenuto la ricostruzione, non ci sono più.

Che fare? Noi non siamo né scienziati, né politici, né economisti, siamo donne e uomini di scuola che improvvisamente hanno dovuto reinventarsi un modello di formazione completamente nuovo.

Si è trattato di procedere con interventi di natura strutturale, formativa, didattica e valutativa.

Abbiamo sperimentato in questi mesi una reale autonomia perché dal Ministero sono giunte alcune linee guida, ma molto è stato lasciato alla responsabilità e all’iniziativa delle singole scuole .

Si è fatto scuola, a distanza, ma con tutte le nostre forze abbiamo cercato di continuare il nostro mandato: quello di contribuire alla costruzione di una formazione adeguata ad un contesto, che tanto più in questo momento, risulta estremamente complesso, quasi oscuro.

I docenti hanno affrontato la sfida e i ragazzi, i vostri figli, talora in maniera inaspettata, hanno seguito.

Commoventi alcune relazioni dei docenti che dichiarano come alcuni ragazzi, dati in gennaio per persi, si siano in questo nuovo contesto rimessi al lavoro, conseguendo risultati inaspettati.

Pochi, ma qualcuno c’è stato, nonostante i ripetuti inviti, è andato perduto.

La valutazione conclusiva terrà sicuramente conto non solo delle performances conseguite in materia di contenuti acquisiti , ma soprattutto della motivazione, dell’impegno, della disponibilità ad affrontare questa emergenza.

Sono ragazzi feriti, alcuni hanno vissuto veri e propri traumi da perdita di affetti, altri sono molto spaventati dal timore di contagio, altri ancora disorientati dalle preoccupazioni di natura economica che il mondo adulto ragionevolmente ha loro comunicato.

Di tutto questo abbiamo cercato di tener conto, è stata una sfida quotidiana!

Ora quasi alla conclusione dell’anno, ora che il lockdown più rigido sembra destinato ad allentarsi,

le lezioni a distanza riprenderanno, pur con qualche deroga, l’orario consueto.

E’ una scelta verso la normalità che spero possa contribuire a rassicurare.

Abbiamo ancora tante incognite rispetto all’organizzazione dell’Esame di Stato, ai criteri di valutazione e selezione, all’inizio del prossimo anno.

Vi assicuro che per noi uomini e donne di scuola, abituati a procedere con ritmi rassicuranti secondo gli schemi del calendario scolastico, tutto questo è molto impegnativo.

Qual è il senso di questa mia comunicazione allora?

Quello di chiedervi di continuare ad aver fiducia nella scuola, collaborando nel proporre ai vostri ragazzi di seguire con impegno e costanza l’ultimo periodo; noi faremo di tutto per suggerire anche percorsi estivi che possano sostenerli nel passaggio al prossimo anno.

Vi chiedo di continuare ad essere per noi preziosi alleati, segnalando, in una correzione costruttiva, eventuali inevitabili criticità, ma sostenendo i ragazzi nella stima dell’impegno dei docenti.

Chiudo con un auspicio: come genitore io stessa sono quotidianamente provocata dal rischio di cadere in una pericolosa china di pessimismo, non era questo il futuro che avevo immaginato per i miei figli, comprendo questo rischio, ma auguro a me e a tutti voi di far prevalere non la banale affermazione dell’”andrà tutto bene” che ci ha perseguitato nei primi giorni.

Non tutto è andato bene, sono mancati tanti preziosi testimoni di alta professionalità, di servizio strenuo ai propri cari e al paese, molti nostri amici e conoscenti, in un istante , una crisi economica profondissima ha fatto tracollare piccole speranze di crescita che faticosamente stavamo perseguendo,

I nostri ragazzi dovranno energicamente conseguire traguardi non semplici, ma forse la tragedia del virus ha anche spazzato tanta banalità che ha costellato le nostre giornate.

La licealità che i vostri ragazzi hanno sperimentato in questi anni è anche un grande paradigma valoriale che potrà essere stella polare per il loro futuro.

Chiudo con una espressione di Goethe, esempio luminoso della cultura europea “Quel che tu erediti dai padri riguadagnatelo per possederlo”; questo auguro ai vostri figli, per questo stiamo lavorando ogni giorno.

In amicizia

Mariagrazia Fornaroli